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IL PERCHÉ DI UNA RICERCA

Il fine del lavoro svolto con la classe e’ stato quello di indagare, dopo preliminari letture e discussioni sui diritti umani, diritti e costituzione, diritti dei bambini oggi, se nel mondo antico, greco in particolare , ci fosse e in che misura la violazione di ciò che oggi noi chiamiamo diritto.
Il percorso ha richiesto ,dunque, la lettura e interpretazione delle fonti del passato alla luce della Dichiarazione dei diritti dei bambini ponendosi domande e svolgendo riflessioni e confronti tra ieri e oggi , tra nord e sud del mondo. Si è svolto, pertanto, un lavoro di ricerca nel vero senso del termine, dal momento che il mondo antico , greco in particolare, restituisce pochissime informazioni funzionali a questa indagine:dunque quanto reperito è stato di necessità interpretato, svolgendo deduzioni e traendo conclusioni e giudizi.

La società greca è apparsa , anche durante il periodo pericleo, in cui tanto si concesse in termini di democrazia, quasi dimentica dell’universo dell’infanzia, dei suoi bisogni, necessità,diritti.Il bambino non esiste nella storia del passato:forse il timore del non raggiungimento della vita adulta, l’alta mortalità infantile , le guerre, la precarietà della vita, il ricambio generazionale in uno strettissimo arco di tempo, la considerazione per l’individuo solo nel momento in cui parla, ragiona, e non già balbetta o rivendica attenzioni con capricci,hanno tenuto l’adulto a distanza, quasi a voler proteggersi da un eccessivo coinvolgimento affettivo di fronte al rischio della perdita, non facendo, così, nascere il sentimento dell’infanzia. Sentimento che sorge quando un individuo e una civiltà riescono a regredire , a ricordare i bisogni , i desideri dei bambini e riconoscerli come legittimi e propri di una fase dell’esistenza e a sancirli poi come diritti da tutelare.

La storia dell’infanzia appare, così, guardando nel passato, non di tipo progressivo: sembra di fatto regredire, arrestarsi, ripartire da zero con il proseguo degli anni e delle epoche. Non cresce in materia di diritto umano in modo esponenziale ai tempi e in tutti i luoghi. Il confronto con varie realtà di violazione di diritto oggi, nel sud del mondo, lo confermano.
Il lavoro degli studenti ha previsto così una fase iniziale di raccolta di informazioni secondo il criterio dell’oggettività storica e dell’apprendimento con modalità convergente , per poi costruire dialoghi tra adolescenti del passato che conversano tra loro in materia di diritto Sono state così ipotizzate le parole da loro pronunciate, le emozioni vissute, i bisogni negati, i sogni elaborati proprio per dare uno spessore emotivo all’asciuttezza e impersonalità del diritto letto in un testo legislativo.

E stata così ricostruita , tenendo congiunta l’oggettività documentaria propria della disciplina storica con la sensibilità di ogni allievo, la narrazione di un quotidiano dimesso , ma significativo nelle relazioni familiari e amicali, si è restituito spessore a tante donne ,bambini, adolescenti dimenticati dal tempo.Nel compiere questo tentativo di ripensare il bambino del passato, nella sua dimensione più intima , si e ritenuto importante far riflettere sul significato di ciclicità della storia, di divenire, di trasformazione, di evoluzione o involuzione sociale e legislativa,attestata dalle fonti, e su quella dimensione umana che resta uguale nel secoli e nei tempi anche se di essa non resta memoria e solo l’immaginazione può disegnarne i contorni.

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